Archivio di dicembre 2010

Come dividere la posta della Tombola

di Marco.
dicembre
28

Trenta. ‘E palle d”o tenente.
Le palle del tenente.
Lieutenant’s balls.

In questo periodo siamo tutti più o meno impegnati a giocare a noiossissimi giochi con parenti e amici. Per voi che conoscete la matematica, non sarà di certo un problema usare il metodo scientifico per dividere la posta, ma capita comunque che trattandosi di poste in denaro vengano a crearsi malumori e tensioni. Ecco quindi due metodi per mettere a tacere sterili battibecchi.

Metodo 1. Differenza costante
Supponiamo di avere 100 euro di montepremi. Vogliamo una differenza costante di 7,5 euro tra un premio e l’altro.
Terno = Ambo + 7,5
Quaterna = Terno + 7,5 = (Ambo + 7,5) + 7,5 = Ambo + 15
Cinquina = Quaterna + 7,5 = Ambo + 22,5
Tombola = Cinquina + 7,5 = Ambo + 30.

Ora impostiamo l’equazione
Ambo + Terno + Quaterna + Cinquina + Tombola = 100

Sostituiamo i fattori
Ambo + (Ambo + 7,5) + (Ambo + 15) + (Ambo + 22,5) + (Ambo + 30) = 100

Raccolgliamo il fattore Ambo
5 · Ambo + (7,5 + 15 + 22,5 + 30) = 100
5 · Ambo + 75 = 100
Ambo = 25/5 = 5

Quindi,
Ambo = 5
Terno = 12,5
Quaterna = 20
Cinquina = 27,5
Tombola = 35

Osserviamo che
7,5 + 15 + 22,5 + 30 = 7,5 + 2·7,5 + 3·7,5 + 4·7,5 = (1 + 2 + 3 + 4) · 7,5 = 10 · 7,5

Quindi
5 · Ambo + 10 · 7,5 = 100
In generale,
Ambo = (Montepremi - 10 · Differenza) / 5

Metodo 2. Il doppio
L’approccio in questo caso è più algoritmico che matematico. Tutte le divisioni vanno considerate come intere.

  1. Si divide il montepremi per 2, ottendendo l’ammontare della Tombola.
  2. Si divide per 2 il premio stabilito nel passo precedente, fino a stabilire tutti i premi.
  3. Si usa il resto per arrotondare i premi, o per creare premi di consolazione, ad esempio per chi ha meno numeri tra tutti.

Con questo chiudo. Visto che il periodo è buono, forse mi risentirete presto per Piatto o 7 e mezzo. :D


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Merry Newtonmas

di Marco.
dicembre
25


Il 25 dicembre 1642, in un piccolo villaggio della Contea del Lincolnshire chiamato Woolsthorpe-by-Colsterworth, nella capanna di una famiglia di allevatori nacque un bambino.

Pensare a lui, è pensare al suo lavoro, perché un uomo simile si può comprendere solo immaginandolo come un’arena in cui si svolga la lotta per l’eterna verità. Le opere del suo intelletto sopravvivono al chiassoso brulichio delle generazioni e diffondono calore nei secoli. Come una stella cometa guidano l’uomo fuori dall’oscurità, verso la luce della conoscenza.

Isaac Newton è stato uno dei più grandi scienziati della storia. Ci ha fornito le basi della fisica moderna attraverso l’invenzione del calcolo infinitesimale, ha intuito le leggi del moto e della gravitazione universale, è stato rivolizionario nello studio dell’ottica e della luce, scrisse uno dei massimi testi, ormai considerati sacri, che la scienza abbia mai conosciuto, i Principi matematici della filosofia naturale.

L’uomo Newton, difficile e solitario, non si allontanò mai da una ristretta area di un centinaio di chilometri attorno a Cambridge e Londra. Non vide mai il mare, ma spiegò le maree. Non andò mai sulla Luna, ma ne descrisse il moto e calcolò la forma delle navicelle spaziali che tre secoli dopo portarono gli astronauti sul nostro satellite.

Quando morì, fu il primo intellettuale a ricevere un funerale di stato. Sulla sua tomba a Westminster una sconsolata Astronomia piange, mentre dei cherubini giocano con gli strumenti coi quali giocò anche lo scienziato: un prisma, un telescopio, varie monete di nuovo conio, dato che nell’ultima parte della sua vita fu anche direttore della Zecca, riformando la moneta inglese.

Voltaire, che era presente al funerale, disse che era stato sepolto come un re. Per lui Alexander Pope scrisse un famoso poemetto che inizia così:

La natura e le leggi della natura giacevano nascoste nella notte; Dio disse: «Che Newton sia!», e luce fu.

Sul suo epitaffio venne incisa una frase in latino, che racchiude il mio augurio per la festa del Deus Sol Invictus.

Sibi gratulentur mortales tale tantumque exstitisse humani generis decus,

ovvero,

Si rallegrino i mortali perché è esistito un tale e così grande onore del genere umano.

Chi di voi festeggerà il Natale, rivolga un pensiero ed un ringraziamento anche a Newton. La vita come la conosciamo oggi, illuminata e tecnologica e che ormai tutti diamo per scontata, è dovuta a menti straordinarie come come quella di Sir Isaac Newton.


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Proteggi la tua privacy

di Sam.
dicembre
22


Our interactions with personal electronic devices provoke a broad range of emotional states from frustration to confusion to feverish obsession. Increasingly, these devices mediate our everyday work activities, our social network development and our personal communications. In this paper, we propose a participatory installation that aims to bring critical awareness and consideration to the complex relationship between people and their technological artifacts. These ‘Body-Technology Interfaces,’ (BTIs) in the form of hand-knitted custom wrappers for personal electronic devices, will reflect salient interaction behaviors between the participant and their chosen device.

Con questa fantastica “coperta” nessuno potrà più spiare quello che faccio in ufficio e soprattutto niente più mani fredde!


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Snack attacks

di Sam.
dicembre
22


Vi siete chiesti come mai quando state davanti al computer vi viene sempre fame? I ricercatori del Nutrition and Behaviour Unit della School of Experimental Psychology l’hanno scoperto!

Dopo uno studio effettuato su due gruppi di persone è stato concluso che distrarsi durante l’assunzione di cibo comporta un maggior consumo di pasti durante la giornata. Nel corso dell’esperimento i componenti del primo gruppo hanno pranzato mentre giocavano al solitario con il computer. Al termine del pranzo questi provavano un minor senso di sazietà rispetto ai partecipanti dell’altro gruppo, infatti hanno consumato un maggior numero di biscotti nelle ore successive.

Da questo test è stato messo in evidenza che la memoria è strettamente legata all’appetito, quindi segnatevi sempre quello che mangiate altrimenti addio linea!


  1. Quando si compra una casa, è meglio mettere lo studio lontano dalla cucina… ma il più possibile!


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L’Universo in scala

di Francesco.
dicembre
12


Fin dalle scuole elementari ci mostrano immagini del nostro pianeta, dai pianeti vicini, grandi e piccoli, e della stella più vicina che ci da’ vita, su quei bellissimi atlanti astronomici con copertine stratosferiche. Bene. Dimenticate pure tutto! C’è da sapere che non è assolutamente possibile rappresentare il nostro Sistema Solare in scala, su carta, per le enormi distanze presenti tra ogni pianeta. Pensate che se rappresentassimo il pianeta Terra pari alle dimensioni di un pisello, dovremmo rappresentare Giove a ben 300 metri di distanza! Per non parlare di Plutone, che in scala avrebbe le dimensioni di un batterio – quindi comunque impossibile da vedere – con una distanza dalla Terra di ben 2 chilometri e mezzo!
Mai fidarsi delle apparenze!


  1. Benvenuto a Francesco con il suo primo post!


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Lega Nerd – Sezione Torino

di Marco.
dicembre
10


Cavalcando l’onda apre su Facebook la sezione Torino di Lega Nerd.


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