La guerra delle macchine… ribelli?

di Marco
giugno
19

“Le macchine sorsero dalle ceneri del fuoco nucleare. La loro guerra per sterminare il genere umano continua da decenni, ma la battaglia finale non sarà combattuta nel futuro. Sarà combattuta qui, nel presente. Questa notte.”
Chi di voi non conosce questa frase probabilmente non è un accanito fan di Terminator. A me, che da bambino ho consumato la cassetta del primo e del secondo episodio, leggere questo articolo ha fatto venire un piccolo brivido lungo la schiena.

“Skynet 5 è circa due volte e mezzo più potente del sistema precedente, e offre anche la possibilità di trasmettere dati oltre alla voce. In questo modo i computer possono parlare direttamente con altri computer, fornendo immagini e video in tempo reale”.
- Patrick Wood, rappresentante dell’azienda EADS Astrium, che ha costruito i satelliti.

Il Regno Unito ha completato la messa in orbita di una serie di satelliti per le telecomunicazioni, pensati come risorsa militare, che consentiranno alle truppe inglesi di controllare le forze umane e robotiche distribuite sui terreni dei vari conflitti in corso. Un investimento da oltre 4,5 miliardi di euro, che ha imposto la revisione degli apparati trasmissivi dell’intero arsenale aereo, di terra e di mare.
I componenti della costellazione Skynet sono dei piccoli gioielli della tecnologia aerospaziale. Sono costruiti per resistere alle interferenze, per proteggere se stessi da un attacco in radiofrequenza che tenti di renderli inoperativi, e dunque per garantire di essere sempre in grado di controllare carri armati, veicoli robot e semplici truppe umane sul campo di battaglia.
Ma l’affermazione che più mi ha fatto pensare è stata: “i computer possono parlare direttamente con altri computer”. Ho penstato “Ok, ci siamo, è iniziata!”, mi sono sentito un po dentro al film!
Oltretutto le forze armate britanniche non controllano neppure direttamente il network: The new Skynet infrastructure is not owned by the UK Ministry of Defence (MoD) but rather by a private company called Paradigm Secure Communications. Perfetto, Skynet nelle mani dei privati!
Volete un esempio di cosa controllerà Skynet? Eccolo.

Che cosa sono? Semplice, aerei robotici sviluppati dalla General Atomic già in servizio in Iraq. Ovvero una tra le più letali macchine di morte mai costruite: su un MQ-9 trovano spazio fino a 14 missili teleguidati ed alcune bombe “intelligenti”, oltre ad un raffinato sistema radar in grado di individuare oggetti in movimento su una superficie di 60 chilometri quadrati. Ovviamente è anche capace di volare per oltre 14 ore senza rifornimento fino all’altitudine massima di 50.000 piedi (circa 15 chilometri): il tutto… senza alcuna presenza umana a bordo. Ditemi voi se non assomigliano tanto ai Flying-HK di Terminator!
Bene, pensate sia finita qui? Ancora no, prima di lasciarvi date un’occhiata a questo progetto.

Di che si tratta? Oh, niente, la DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) ha diramato un interessante annuncio alla comunità scientifica: la Difesa USA ha dato il via alla ricerca per la realizzazione di una nuova generazione di robot.

[...] development of novel materials, material systems, and/or robot architectures, that can both move and morph under the influence of an appropriate driving force [...]

“Spesso i soli punti di accesso sono piccole aperture in edifici, muri, fessure sotto le porte e via dicendo. In questi casi, un robot deve essere soffice a sufficienza per spremersi e attraversare piccole aperture, ma anche sufficientemente grande per poter far passare armamenti operativamente significativi. I ChemBots rappresentano la convergenza della chimica dei materiali molli e della robotica, per dar vita ad una classe fondamentalmente inedita di robot flessibili”.
Più nel dettaglio, i nuovi robot dovranno disporre di:
- capacità di trasformazione nelle tre dimensioni
- capacità di identificare le aperture e mutare in base ad esse
- strutture che consentono loro di mutare o dissolversi e poi ricostituirsi ed essere operativi
- armi che siano disponibili dopo il passaggio
- ridotte richieste energetiche, e dovranno essere autonomi o capaci di trarre energia da fonti esterne
- operatività autonoma o controllata da remoto, in ogni caso senza connessioni fisiche a fonti di energia o sistemi di controllo
- medie dimensioni, possibilmente con architetture che consentano di modificarle
- resistere a condizioni operative militari (temperatura, umidità, pioggia ecc.).

Ma non è che il T-1000……


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